Calciomercato Neymar: Il brasiliano va al Psg e fa esplodere il mercato

L’annuncio ufficiale, atteso per domani, è ormai solo un’appendice quasi irrilevante alla trama: Neymar, che nel frattempo si è recato a Londra a sistemare gli ultimi dettagli burocratici, può già essere considerato un giocatore del Psg.
Il club francese eserciterà in giornata la clausola da 222 milioni al Barcellona, iscrivendosi alla storia come l’autore del più costoso, e inatteso, trasferimento di sempre. Ieri è stato invece il giorno in cui il Barga ha dovuto affrontare la questione. Non ha potuto, ma nemmeno voluto, nascondere il susseguirsi dei fatti. In mattinata, dopo un vertice tra la dirigenza e Neymar , accompagnato dal padre e dall’agente Wagner Ribeiro, il club blaugrana ha emanato un comunicato in cui rendeva nota la richiesta di cessione del giocatore, esplicitando il valore della clausola da 222 milioni e sottolineando di attendere un club che versasse tale cifra.
Con questa mossa, il Barcellona ha provato a tutelarsi, indicando il giocatore come responsabile dell’addio e sottolineando l’enorme guadagno economico, come a voler suggerire che l’affare potrebbe averlo fatto chi ha dovuto cedere Neymar e non chi l’ha comprato.
Ma il giudizio sulla convenienza al Psg non è mai interessato. Avesse badato ai soldi (oltre 600 milioni di euro tra cartellino e ingaggio), non avrebbe concluso l’operazione. Neymar è l’oggetto di una rivoluzione sportiva e politica: la Qatar SportsInvestment, fondo dell’emiro al-Thani che possiede il Psg (Al Khelaifi, amico dell’emiro, è il presidente del club), ha comprato O’Ney anche per averlo come testimonial per i Mondiali 2022 in Qatar (quando il giocatore avrà 30 anni, quindi all’apice), assegnati grazie alle manovre del fondo con la Fifa (svelato dallo scandalo che ha coinvolto Blatter) e considerati una manifestazione utile a “pulire” l’immagine del Paese.
Ma l’affare- Neymar è soprattutto una bomba scagliata in mezzo al mare del mercato, dunque è lecito attendersi uno tsunami. Sono due le ragioni per cui nulla del calcio estivo sarà più come prima. La prima è che il Psg ha annientato il Fair Play Finanziario, e la Uefa si è già dimostrata timida nel reagire: «Il trasferimento di Neymar non può essere giudicato in anticipo, perché il Psgpotrebbe vendere diversi giocatori», ha infatti dichiarato un portavoce di Nyon all’Ansa.
La seconda ragione è che ogni grande manovra comporta un assestamento deiprezzi e
una reazione delle altre squadre. Tutti sanno che il Barcellona ha ora in mano 222 milioni da spendere e l’obbligo di colmare il vuoto, tecnico e d’immagine, lasciato da Neymar.
Non sarà Griezmann, ma Coutinho, per il quale il Liverpool ha però alzato il prezzo: non si tratta per meno di 100 milioni. E di conseguenza agiranno tutti i grandi club europei, adeguando al rialzo i costi dei loro migliori giocatori. Quelli che potrebbero essere coinvolti nel domino, oggi valgono in media il 58% in più di ieri. Da Dybala (la Juve pretende 140 milioni e ha sondato Asensio, che il Real ora valuta 50 milioni) a Dembelé (70 milioni la nuova base d’asta fissata dal Dortmund), che interessano al Barcellona in alternativa a Coutinho, passando per bappé (190 milioni la richiesta del Monaco al Real che vuole rispondere agli eventuali colpi blaugrana), Sanchez, Alli e Di Maria.
Potrebbero finire sul mercato anche giocatori che sembravano blindati: occhio, su tutti, ad Hazard, che il Chelsea valuta 95 milioni e che secondo fonti vicine a Barcellona è stato identificato da una parte della dirigenza come rinforzo ideale. Quel che è certo è che nulla è più impossibile nel mercato rivoluzionato dall’affare-Neymar.
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